Rome

Aspettando la SMW

Smartphone… e via ai Musei Capitolini

smartphone_nfc

«Siamo i primi in Italia a lanciare questo nuovo modo di visitare un museo. Chi non possiede uno smartphone, potrà usufruire di quelli in dotazione senza costi aggiuntivi sul prezzo del biglietto.»

Queste le parole dell’Assessore alla Cultura di Roma Dino Gasperini durante la conferenza stampa, direttamente ai Musei Capitolini, per la presentazione di questo nuovo servizio in collaborazione con Samsung Electronics Italia che ha fornito sia lo sviluppo tecnico dell’operazione che 200 Star Nfc a disposizione dei visitatori.

Il meccanismo è semplice e immediato: basta avvicinare lo smartphone al tag a fianco di oltre 300 opere, tra statue e dipinti, e in breve sul display appare la descrizione – per ora solo in italiano o in inglese – dell’opera.

Il sistema si basa sulla tecnologia Samsung NFC – Near Field Communication, ma in caso il proprio device non sia dotato di tale funzione si avrà comunque la possibilità di godere di questa esperienza ritirandone uno adatto – in prestito :) – direttamente alla biglietteria.

Insomma Roma sta cercando da un po’ di associare Arte, Cultura e Tecnologia, e anche di questo avevamo parlato, tra gli altri, proprio con Marina Bellini, responsabile Musei 2.0 moderatrice e ideatrice del panel “Ars in Ara” e Carlo Infante, giornalista ed esperto di Urban Experience.

http://www.youtube.com/v/Y1nUdfJqhsM

Web e sicurezza, le password da evitare

sicurezza_online

123456, meglio 12345678, ma anche password e qwerty: fantasia che si spreca per la combinazione che dovrebbe proteggere i propri dati.

Da un lato l’opinione pubblica è sempre più spaventata dalle possibili intrusioni nella nostra privacy e nei nostri dati sensibili e usa questa scusa per non fare passi avanti nell’uso di tecnologie utili al miglioramento della propria vita, – vedi ecommerce, conti online e carte di credito ad esempio – ma nello stesso tempo tra le password più utilizzate (e quindi rubate) dagli utenti online troviamo davvero combinazioni talmente facili da risultare ridicole.

Da uno studio fatto da SplashData su milioni di password rubate e pubblicate, si evince che molti utenti hanno davvero la cattiva abitudine di aiutare il successo di un possibile attacco informatico scegliendo chiavi facili da ricordare ma anche banali e semplici da prevedere.

Dopo le sopraccitate password da podio, troviamo anche abc123, 111111, letmein, iloveyou ma anche le “fantasiose” monkey, superman o baseball.

Insomma è evidente che la sicurezza online dipende molto anche da noi, è quindi buona regola scegliere una password di almeno 8 caratteri in sequenza casuale, senza collegamenti a dati personali, evitando date di nascita e un’unica password per l’accesso a vari account.

Qui sotto alcune interviste fatte al termine di un incontro tenuto durante la Social Media Week, parte quest’anno di e-festival Milano dal titolo “Safety Technology“, il cui tema era proprio la sicurezza online delle informazioni, dell’utente e dei suoi dati.

Intervennero tra gli altri Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza informatica, Guido Scorza, avvocato e blogger e Sergey Novikov di Kaspersky Lab.

Corrado Giustozzi

Guido Scorza

Sergey Novikov

Natale, il regalo si compra online

ecommerce

Che il regalo di Natale fosse una preoccupazione dell’ultim’ora se ne aveva il sospetto, adesso anche una indagine TNS International per eBay.it ce lo conferma.

Ben il 60% degli italiani, infatti, aspetterà a pensare ai regali soltanto a dicembre e il 18% aspetterà addirittura gli ultimi giorni; eBay conferma che la previsione del giorno di maggiori acquisti sul proprio sito dice 19 dicembre.

Oltre 7 milioni gli italiani che acquisteranno i propri regali online e il 10% proverà l’ebbrezza dell’acquisto via mobile, modalità in forte crescita – poco meno del doppio dal 2010 al 2011 secondo i dati di acquisto proprio di eBay.it.

Quali sono i vantaggi?

Il 77% ha risposto che il vero vantaggio dell’acquisto online è costituito dal prezzo, il 59% sceglie l’online per risparmiare tempo, il 52%  per l’ampia scelta e confronto e il 50% perchè lo può fare in qualsiasi momento, senza code e senza aspettare l’apertura del negozio o del centro commerciale.

In un paese come il nostro si potrebbe aggiungere che un altro buon motivo per scegliere l’acquisto online è sicuramente il pagamento elettronico che, tracciabile, rende più complessa l’evasione fiscale.

Si può tranquillamente asserire che “La Rete migliora la qualità della vita” e questo infatti è stato il titolo di una delle tavole rotonde della scorsa edizione della Social Media Week, durante e-festival a Milano dal 19 al 23 settembre 2011.

Di eshopping, di social commerce e di nuovo rapporto cittadino prodotto ne abbiamo parlato con Franco Bolelli, filosofo, Jamie Wong, founder Vayable.com, Oliver Schurer, professore dell’Università di Vienna e Alexander Hultgren di Ford Europe.

Di seguito alcune interviste.

http://youtu.be/SXSkk5NMtFU

http://youtu.be/t7_uLV894Pk

http://youtu.be/P7UEfIt-kW4

Socl, il nuovo social network di Microsoft

Ci siamo.

Dopo le indiscrezioni di luglio che parlavano di un progetto social anche di Microsoft denominato Tulalip, adesso si susseguono le voci che vorrebbero in rampa di lancio il test ad invito – sullo stesso schema visto con Google+ – del social network del gigante di Redmond.

Il nome definitivo dovrebbe essere Socl (socl.com) e a conferma il dominio è intestato proprio a Microsoft, anche se al momento risulta non raggiungibile.

Un altro social network quindi?

Il modello sarà molto diverso da Facebook o Google+ e dovrebbe ruotare intorno al concetto di Social Search per trainare, integrandolo, l’altro prodotto Microsoft, Bing.

Più che un vero e proprio status, si condividerà la ricerca fatta e ogni indagine potrà essere commentata e condivisa dai propri amici.

Un vero e proprio centro di social search con risposte sempre meno casuali e sempre più indirizzate grazie alla localizzazione all’interno della propria cerchia di conoscenze e interessi, puntando come obiettivo, non tanto Facebook quanto Google, in quanto re indiscusso della ricerca sul web.

L’altra caratteristica saranno i Video Party, video ritrovi dove poter fruire in gruppo dei contenuti di YouTube.

Aspettiamo anche questo debutto perchè il panorama social sia completo: i dati numerici fino a qua sono impressionanti – 40 milioni su G+ in pochi mesi e Fb ha superato quota 800 milioni – ma qual è il vero rapporto con i social network? Tra vizi e virtù di questi strumenti c’è ancora spazio attivo?

In Urban Center, lo scorso 22 settembre, durante la Social Media Week ne abbiamo chiacchierato tra il serio e il faceto all’evento “Social Network: opportunità o schiavitù?“.

Ecco qualche immagine dell’Urban Center.

 

PayPal, ora si può condividere anche denaro via Facebook

send money_app

Si chiama semplicemente Send Money. PayPal entra con decisione nel social network-nazione da oltre 800 milioni di “abitanti” e propone la prima applicazione per scambiarsi denaro direttamente da Facebook.

Per ora attivo solo negli Stati Uniti, presto il servizio sarà aperto a tutti, utenti e aziende, per inviare donazioni, regali, prestiti come normalmente facciamo con i file, con la stessa logica del peer to peer.

Dal blog ufficiale PayPal, si legge che “gli americani inviano 500 milioni di ecards ogni anno“, che “quasi l’80% di utenti attivi PayPal è anche attivo su Facebook” e inoltre che ”circa il 50% dei 750 milioni di utenti che accede alla rete del social network giornalmente, ha una media di circa 130 amici“, il gioco è fatto!

Domani è il compleanno di un tuo amico, di tuo nipote? Vuoi fare le congratulazioni per un matrimonio o una promozione? Con pochi click potrai mandargli senza costi aggiuntivi i soldi che vuoi accmpagnati da una cartolina personalizzata con un video, una foto o un semplice messaggio.

Facebook ormai come piattaforma completa di gestione delle proprie attività, informazione, denuncia, svago, condivisione, marketing, instant messaging, streaming e adesso anche come strumento per scambiarsi denaro. Quale sarà la prossima frontiera?

Send Money apre ulteriori scenari per il social marketing e quanto ogni giorno Facebook stia diventando uno strumento utile alle aziende per fidelizzare e attrarre nuovi clienti, è stato il tema di una tavola rotonda ai Chiostri dell’Umanitaria lo scorso 21 settembre.

Guarda lo streaming di “2012: Fuga da Facebook“, che è stato uno degli eventi all’interno del calendario di e-festival Milano, durante la Social Media Week.

http://livestre.am/12VxE

Volunia, il Google tutto italiano

motore di ricerca_marchiori

Non se ne sa molto: il progetto si chiama Volunia e il suo creatore, Massimo Marchiori – conosciuto per essere uno dei padri dell’algoritmo <Hyper-Search>, fondamento del motore di ricerca di Google – è protagonista di un video che sta girando in rete ma che non anticipa davvero molto.

Non è un Google migliorato del 10%: vi da una prospettiva nuova, totalmente diversa da quella che i motori di ricerca normali vi hanno dato finora.“, spiega il matematico padovano.

Sarà disponibile in 12 lingue e sarà un prodotto globale, per ora, per i curiosi, c’è una landing page in cui inserire la propria email per essere “sorteggiati” per poter rientrare tra i primi beta tester.

Riuscirà l’attacco italiano a Google?

Dietro a questo progetto ci sono capitali italiani, sviluppatori cresciuti all’Università di Padova, una sede proprio nella città veneta e i server in Sardegna: un progetto davvero made in Italy che per la sua natura ha creato non poche difficoltà di realizzazione.

Sul Corriere della Sera, infatti, Marchiori conferma: ” Fossimo stati all’estero probabilmente saremmo riusciti ad andare online un anno prima.

Finalmente quindi un progetto che dice di essere innovativo, ambizioso e globale: una cosa da Silicon Valley in Italia.

Si parla continuamente di Agenda Digitale ma tuttora aspettiamo una strategia digitale organica anche in Italia che non faccia sembrare questi progetti dei casi isolati.

A febbraio, a Roma, ne avevamo parlato durante la Social Media Week, con Oscar Giannino, economista, Linda Lanzillotta, Paolo Gentiloni, Luca Barbareshi, parlamentari italiani e Angelo Falchetti, Assessore all’Innovazione, Bilancio e Patrimonio della giunta di Renzi a Firenze.

Di seguito alcune interviste nel post convegno dal titolo “L’Italia riparte da internet e dalla tecnologia” organizzato in collaborazione con AgendaDigitale.org.

http://youtu.be/Ovl7ocplOV4

http://youtu.be/cZuEWxG_sX4

http://youtu.be/_OLygf80qKQ

Musica digitale, e’ boom

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Dopo anni di lacrime e sangue l’industria musicale sta vivendo un momento di rivoluzione e di profitti molto rilevanti.

Sono passati solo 7 anni da quanto iTunes è sbarcato anche in Italia e oggi le piattaforme che vendono musica online sono 400, per un mercato di oltre 13 milioni di brani.

Secondo stime proposte dalla FIMI, la Federazione Italiana Musicale Italiana, in 6 anni il mercato nel mondo è cresciuto del 1.000%, e i ricavi nel 2011 sono intorno a 4,5 miliardi di dollari.

Stiamo parlando dello stesso mercato che piangeva la morte del CD e che demonizzava il download, oggi, invece, credendo nella rivoluzione e soprattutto investendo nella musica digitale si è cambiato scenario: “nei primi 9 mesi di quest’anno, la quota di mercato – in Italia – ha raggiunto il 23% del mercato musicale con un fatturato di quasi 19 milioni di euro ed una crescita – costante – del 17%.”

In questo scenario globale non si è fatta attendere la proposta di Google, che ha aperto proprio oggi negli States la vendita di musica online attraverso il nuovo  servizio Google Music, dopo la presentazione della scorso maggio.

La grande G è a lavoro per portare il servizio rapidamente anche in altri paesi per sfidare la concorrenza di Apple e Amazon, i principali player nella vendita di musica online.

A Roma, nel bellissimo auditorium di RDS, musica digitale, cloud e nuove prospettive del mercato musicale erano stati gli argomenti del convegno “Music in the Clouds“, a cui avevano partecipato Kekko dei Modà, Will Mills, Director Music Content di Shazam, Eduardo Montefusco, Presidente di RDS, Anna Pettinelli, Conduttrice di RDS e Leonardo Chiariglione, Fondatore del Gruppo MPEG .

Ecco uno stralcio di alcune interviste.

http://youtu.be/c6qIRBlaTV8

http://youtu.be/iywoCnJW4pA

Trend, Twitter batte i sondaggi?

twitter_politica

In Gran Bretagna sta riscontrando grande successo questa piattaforma di aggregazione di tweet postati da blogger, politici, giornalisti, opinion leader e semplici utenti – Tweetminster - che ricava informazioni e trend topic usati come veri e propri sondaggi da importanti testate come Bbc e Reuters.

L’idea è stata co-partorita nel 2008 da Alberto Nardelli, 31 anni, romano, che dichiara all’ANSA: “Un servizio come Tweetminster replicato sul territorio italiano avrebbe il potenziale di analizzare trend presenti nei post di migliaia di persone, andando quindi al di là di sondaggi tradizionali che si soffermano su 500-1000 individui.”

In questi giorni ad esempio anche oltremanica si parla del nostro governo, di Monti, del futuro dell’Europa, di spread e mercati e Tweetminster riesce a cogliere migliaia di voci, di opinioni che possono essere molto utili in un rapporto nuovo, diretto tra informazione e utente.

“Mi piacerebbe prima o poi esportate il modello Tweetminster anche in Italia. - conclude Nardelli - I politici non hanno pienamente capito davvero le potenzialità strategiche di questo strumento che sono la possibilità di formare una rete, influenzare media ed opinione pubblica in tempo reale, ma anche quella di dialogare direttamente con gli elettori.”

L’informazione e il giornalismo stanno cambiando, i social media stanno velocemente rivoluzionando il panorama e anche la Social Media Week ha affrontato il tema durante molti incontri: tra tutti, a Roma con la tavola rotonda “Informazione liquida, il giornalismo dopo Twitter e Wikileaks” con Emilio Carelli, ex direttore di SkyTG24, Tommaso Tessarolo (direttore di Current TV) e Giancarlo Vergori (direttore generale di Virgilio).

informazione_liquida

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www, Auguri!

Sono passati esattamente 20 anni da quando internet è diventato universale grazie al World Wide Web e oggi si festeggia questo anniversario celebrando il suo inventore: Tim Berners Lee il padre del www.

Internet c’era già, ma il web, lo spazio virtuale dove poter caricare i contenuti è nato nel 1991 quando Berners Lee lavorava presso il CERN e cercava di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti.

In una delle sue interviste racconta: “Lo chiamai Web. L’idea era avere una rete dove chiunque potesse facilmente avere accesso a qualunque informazione, e dove aggiungere informazioni fosse altrettanto facile. Nel 1991 già funzionava fra gli scienziati e ho iniziato a diffonderla nel resto del mondo. Sono passati vent’anni esatti e posso dire che abbiamo avuto un certo successo…”

Tutto quello che oggi è online, tutti i dati che oggi sono consultabili da ogni parte del mondo, lo sono da quella grande invenzione; Berners Lee, nella sua intervista a Repubblica, parla, ponendo grande attenzione proprio di dati online, pubblicati e da pubblicare. Punta molto sul concetto dell’utilità del web proprio in ottica di accesso ai dati e di trasparenza che da questo ne deriverebbe.

Un governo digitale è molto più efficiente di un governo basato sulla carta, perciò prima il Paese abbatte il digital divide e meglio è. Ma l’Open government vuol dire arrivare a coinvolgere i cittadini per ottenere un feedback e magari una consulenza spontanea. È molto di più…”.

Di Open Gov e di pubblicazione dei dati ne abbiamo parlato a Roma durante la Social Media Week del febbraio scorso.

Qui sotto, un estratto dell’intervista a Davide Giacalone, Presidente dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, ospite dell’incontro “Processo all’OpenGov: dalle parole ai fatti?”.

http://youtu.be/-bI0f083of4

Gaming mobile, dominano gli smartphone

giochi online

Che lo smartphone non fosse solo un telefono l’avevamo capito tutti ma che l’evoluzione dei dispositivi mobili avesse un così grande impatto nel settore del gaming non era così scontato.

Da una ricerca sul mercato USA della società di analisi Flurry, si evidenzia come in un solo anno il gioco portatile si sia spostato in maniera indiscutibile dalle console allo smartphone.

iOS e Android che nel 2009 erano le piattaforme per il 19% del mercato del videogioco in mobilità, si stima che nel 2011 raggiungano addirittura il 58%, ridimensionando Sony PSP dall’11% al 6% e Nintendo DS, ex regina del mercato statunitense, dal 70% al 36%.

Troppo più comoda l’offerta freemium delle app che si trovano direttamente nel proprio smartphone: costi ridotti che valgono oltre la metà del mercato USA da 3,3 miliardi di dollari, sbaragliando l’offerta più costosa delle console che, comunque per il prossimo anno annunciano battaglia preparando nuove uscite.

Di gaming experience e di gamification ne abbiamo parlato sia alla Social Media Week di Roma a febbraio che nell’ultima edizione di Milano in settembre, durante e-festival, con Fabio Viola, blogger e scrittore del libro Gamification, i videogiochi nella vita quotidiana.

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