Rome

gianluca vergori

Tutte le interviste di “Informazione liquida, il giornalismo dopo Twitter e Wikileaks”

Informazione liquida, il giornalismo dopo Twitter e Wikileaks

Wikileaks non fa giornalismo, ma è diventata una fonte giornalistica imprescindibile. E’ quanto emerso dal panel Informazione liquida, il giornalismo dopo Twitter e Wikileaksche si è tenuto martedì 8 febbraio alla sede di Ateneo Impresa (Palazzo Giannelli Viscardi, corso Vittorio Emanuele II, 18, Roma).
Pubblichiamo le interviste che ripercorrono le principali posizioni dei relatori sul tema e che spiegano come il lavoro del giornalista sia cambiato radicalmente dopo la rivoluzione digitale: è diventata una figura professionale multimediale.

Intervista a Emilio Carelli, direttore di SkyTg24

Intervista a Luca Dini, direttore di Vanity Fair

Intervista a Tommaso Tessarolo, general manager di CurrentTV

Intervista a Gianluca Vergori, direttore di Matrix

I RELATORI DEL PANEL

Sul tema si sono confrontati:
- Emilio Carelli (direttore di SkyTG24)
- Luca Dini (direttore di Vanity Fair )
- Tommaso Tessarolo (general manager di Current),
- Alessandro Gilioli (giornalista de L’Espresso)
- Giancarlo Vergori (direttore generale di Matrix/Virgilio)
- Fabrizio Falconi (caporedattore Agenzia News Mediaset)

Moderatore Marco Montemagno (conduttore di IoReporter su Sky TG24)

Informazione liquida, il giornalismo dopo Twitter e Wikileaks

I TEMI DI “INFORMAZIONE LIQUIDA: IL GIORNALISMO DOPO TWITTER E WIKILEAKS”

Il sito Wikileaks si pone come mediatore tra la fonte dei file top secret e i media. Ma fa giornalismo oppure no? E si può ancora parlare di un confine netto e invalicabile tra la categoria dei giornalisti e quella dei lettori, o invece la prima non può più fare a meno della seconda, sempre più protagonista nelle vesti di reporter diffuso?

DAL DIBATTITO “INFORMAZIONE LIQUIDA”:

Emilio Carelli, direttore di SkyTg24: “La rivoluzione digitale ha cambiato il modo di comunicare e di fare televisione. La figura del giornalista con l’avvento delle nuove tecnologie è cambiata radicalmente negli ultimi 10 anni: è diventata multimediale. Non solo, anche il giornalismo è cambiato, è diventato partecipativo, con l’informazione che viene dal basso. L’altro aspetto è la democratizzazione dell’informazione e il ruolo principale l’ha giocato Internet fin dall’inizio, con la sua interattività e multimedialità, ognuno di noi può pubblicare un blog, fino a 15 anni fa si poteva fare riferimento solo alla carta stampata. Attraverso i social network il Web ha portato lo sviluppo di rapporti. Anche Wikileaks è un fenomeno di democratizzazione, è una fonte (e Internet ha permesso la moltiplicazione delle fonti) grazie a questa figura di Assange che per molti è un eroe, per altri un gangster. Io penso abbia giocato un ruolo importante, ha portato maggiore trasparenza, per me è un fenomeno positivo. Il giornalista ormai ha molte fonti in più, ma deve anche saperle selezionare. C’è poi il citizen journalism, un altro fenomeno che SkyTg24 ha cavalcato sin dall’inizio: a questo proposito abbiamo creato una rubrica che si chiama Youreporter che va in onda durante il Tg, si tratta di fenomeni di integrazione e non di sostituzione del lavoro del giornalista”.
Davvero, il ruolo del giornalista si sta evolvendo, anche attraverso la tecnologia, pensate solo all’arrivo dell’Hd e al suo impatto sul telespettatore”.

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