
Dopo anni di lacrime e sangue l’industria musicale sta vivendo un momento di rivoluzione e di profitti molto rilevanti.
Sono passati solo 7 anni da quanto iTunes è sbarcato anche in Italia e oggi le piattaforme che vendono musica online sono 400, per un mercato di oltre 13 milioni di brani.
Secondo stime proposte dalla FIMI, la Federazione Italiana Musicale Italiana, in 6 anni il mercato nel mondo è cresciuto del 1.000%, e i ricavi nel 2011 sono intorno a 4,5 miliardi di dollari.
Stiamo parlando dello stesso mercato che piangeva la morte del CD e che demonizzava il download, oggi, invece, credendo nella rivoluzione e soprattutto investendo nella musica digitale si è cambiato scenario: “nei primi 9 mesi di quest’anno, la quota di mercato – in Italia – ha raggiunto il 23% del mercato musicale con un fatturato di quasi 19 milioni di euro ed una crescita – costante – del 17%.”
In questo scenario globale non si è fatta attendere la proposta di Google, che ha aperto proprio oggi negli States la vendita di musica online attraverso il nuovo servizio Google Music, dopo la presentazione della scorso maggio.
La grande G è a lavoro per portare il servizio rapidamente anche in altri paesi per sfidare la concorrenza di Apple e Amazon, i principali player nella vendita di musica online.
A Roma, nel bellissimo auditorium di RDS, musica digitale, cloud e nuove prospettive del mercato musicale erano stati gli argomenti del convegno “Music in the Clouds“, a cui avevano partecipato Kekko dei Modà, Will Mills, Director Music Content di Shazam, Eduardo Montefusco, Presidente di RDS, Anna Pettinelli, Conduttrice di RDS e Leonardo Chiariglione, Fondatore del Gruppo MPEG .
Ecco uno stralcio di alcune interviste.















